bouvet et pécuchard

recensioni in disordine sparso
Dic 29 '10

under my skin

È un uomo scialbo, l’avvocato G.

Scialbo, sradicato e insicuro. Alto alto, con la fronte lucida e sfuggente, la faccia rosa senza zigomi né mento, cadente come i fianchi di un’anziana mucca magra , senza stile, con due occhi marroni tristi e soli.

Un uomo a cui la moglie ha tagliato le palle. Un uomo che non è un uomo, ma un marito figlio padre mancato, brillante professionista e disastro di infelicità repressa.

Un uomo che non rispetta le regole della seduzione perché non le conosce.

Un uomo pericoloso, quindi, sia come oggetto di passione che di amore.

Pericoloso per sé e gli altri.

Le altre.

È la pelle la protagonista di questa storia: pelle chiara, delicata, che si arrossa e infiamma facilmente. Pelle sensibile e sensuale, pelle che si irrita e brucia, pelle da curare e assaggiare.

A fior di pelle, sotto la pelle.

Sgaggio ha una capacità rara di raccontare con voce roca e suadente insieme.

Rendere affascinante la mediocrità, l’infelicità, la passività aggressiva, è veramente un’impresa.

Beh, lei ci è riuscita.

Chapeau.

Federica Sgaggio, ”L’avvocato G.”, Senzapatria editore, 2010

3 note Tags: federica sgaggio, 2010 l'avvocato g. on the road recensione senzapatria recensione

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